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Unipol Assicurazioni
Relazione e Bilancio
2024
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INDICE
Unipol Assicurazioni Bilancio 2024
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Cariche sociali e direttive
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
PRESIDENTE
Carlo Cimbri
VICE PRESIDENTE
Ernesto Dalle Rive
AMMINISTRATORE DELEGATO
Matteo Laterza
CONSIGLIERI
Gianmaria Balducci
Daniele Ferrè
Daniela Becchini
Giusella Dolores Finocchiaro
Stefano Caselli
Paolo Fumagalli
Mario Cifiello
Rossella Locatelli
Roberta Datteri
Claudia Merlino
Cristina De Benetti
Roberto Pittalis
Patrizia De Luise
Annamaria Trovò
Massimo Desiderio
Carlo Zini
SEGRETARIO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Fulvia Pirini
DIRETTORE GENERALE
Matteo Laterza
COLLEGIO SINDACALE
PRESIDENTE
Mario Civetta
SINDACI EFFETTIVI
Maurizio Leonardo Lombardi
Rossella Porfido
SINDACI SUPPLENTI
Massimo Gatto
Luciana Ravicini
DIRIGENTE PREPOSTO ALLA REDAZIONE DEI DOCUMENTI CONTABILI SOCIETARI
Luca Zaccherini
SOCIETÀ DI REVISIONE
EY S.p.A.
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Introduzione
Scenario macroeconomico e andamento dei mercati
Scenario macroeconomico
Nel 2024 il PIL mondiale è cresciuto del 2,7%, in lieve rallentamento rispetto al +2,8% del 2023, mentre l’inflazione è risultata in graduale riduzione nelle principali economie, favorendo un allentamento delle politiche monetarie restrittive da parte delle banche centrali internazionali. Il rallentamento della crescita globale è in parte legato alla debolezza dell’economia cinese, tuttavia, il raggiungimento dei target di crescita prefissati dal Governo cinese ha impedito un rallentamento più significativo della crescita globale.
Nel 2024 il PIL degli Stati Uniti è cresciuto del 2,8%, contro il +2,9% del 2023: la crescita economica si è mantenuta tonica per tutto l’anno, registrando un +0,8% nel terzo trimestre ed un +0,6% nel quarto trimestre (rispetto al trimestre precedente), più in particolare, la crescita del PIL è stata sostenuta dai consumi privati, dal buon andamento degli investimenti privati e dalla spesa pubblica. La dinamica dei consumi è stata supportata da un mercato del lavoro ancora molto solido, con il tasso di disoccupazione che, nel 2024, si è confermato ai minimi storici (mediamente pari al 4%, in lieve aumento rispetto al 3,6% del 2023). La crescita è stata accompagnata anche da una graduale riduzione dell’inflazione che, tuttavia, si è mantenuta al di sopra del target del 2% della Federal Reserve (3% nella media del 2024 rispetto al 4,1% del 2023).
In Cina il PIL è cresciuto nel 2024 del 5%, in rallentamento rispetto al +5,4% del 2023 a causa delle persistenti difficoltà della domanda interna e del calo delle esportazioni. Tuttavia, le misure di stimolo adottate dal Governo e dalla Banca centrale hanno favorito l’accelerazione della crescita del PIL nel quarto trimestre, che si è attestata al +1,6% rispetto al trimestre precedente, e il raggiungimento del target del 5% del Governo cinese. Il mercato del lavoro si è quindi mantenuto solido, con un tasso di disoccupazione in lieve calo al 5,1% nella media del 2024 (in lieve calo rispetto al 5,2% del 2023), mentre il tasso di inflazione medio annuo è risultato stabile allo 0,2%.
In Giappone il PIL dovrebbe chiudere il 2024 in calo dello 0,2% a causa del dato fortemente negativo del primo trimestre dell’anno (-0,6% rispetto al quarto trimestre del 2023) in cui l’economia giapponese è stata frenata dal calo dei consumi e degli investimenti e dalla flessione del commercio con l’estero. Nonostante la ripresa del PIL nel secondo e nel terzo trimestre, le esportazioni di beni si sono mantenute deboli, soprattutto verso l’Unione Europea e gli Stati Uniti. Tuttavia, il tasso di disoccupazione si è mantenuto su livelli modesti, pari, in media, al 2,5% annuo contro il 2,6% del 2023, mentre il tasso di inflazione è calato in media annua al 2,7% rispetto al 3,3% del 2023, nonostante l’accelerazione di dicembre al 3,6%.
Nel 2024 il PIL dell’Area Euro è cresciuto dello 0,7%, in accelerazione rispetto al +0,5% del 2023. Tuttavia, la crescita economica resta fragile e differenziata tra i principali Paesi. Il PIL nel terzo trimestre è cresciuto dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e nel quarto trimestre è risultato stagnante, essendo stato sostenuto principalmente dai consumi, mentre gli investimenti hanno risentito delle condizioni monetarie restrittive e il commercio estero è stato penalizzato dalla debole domanda della Cina. Il ciclo negativo della manifattura ha colpito principalmente la Germania e l’Italia, mentre la Spagna, maggiormente orientata ai servizi, ha registrato tassi di crescita superiori alla media dell’Area Euro. Nonostante la debolezza della congiuntura, il tasso di disoccupazione è calato al 6,4% rispetto al 6,6% del 2023, mentre il tasso di inflazione è calato in media annua al 2,4% contro il 5,5% del 2023, favorendo quindi un allentamento della restrizione monetaria da parte della BCE.
Nel 2024 il PIL italiano è cresciuto dello 0,5%, in rallentamento rispetto al +0,8% del 2023 a causa del ciclo negativo della manifattura e del rallentamento dell’Area Euro. La crescita è risultata debole e in calo lungo tutto il corso dell’anno, passando dal +0,4% nel primo trimestre e dal +0,2% nel secondo trimestre (rispetto al trimestre precedente) alla stagnazione nel terzo e quarto trimestre. La crescita è stata penalizzata soprattutto dalla debolezza degli investimenti privati, che hanno risentito delle condizioni finanziarie restrittive e della riduzione degli incentivi fiscali (tra cui il Superbonus edilizio). Nonostante la frenata del commercio con la Germania e il rallentamento della crescita in Cina, le esportazioni nette hanno contribuito positivamente alla crescita del PIL italiano. Il tasso di inflazione medio annuo è calato all’1,1% dal 6% del 2023, grazie soprattutto alla flessione dell’inflazione energetica. Il mercato del lavoro si è confermato solido nonostante la debolezza della crescita economica, con un tasso di disoccupazione medio annuo in calo al 6,5% rispetto al 7,7% del 2023.
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Mercati finanziari
Nel corso del 2024 la Fed ha tagliato il tasso sui Fed funds di 100 punti base e ridotto ulteriormente i volumi del portafoglio titoli acquistati durante i vari programmi di Quantitative easing. Anche la BCE ha interrotto la fase di restrizione monetaria riducendo anch’essa di 100 punti base il tasso sui depositi che, nel nuovo framework di politica monetaria adottato nel corso del 2024, è diventato il tasso ufficiale di policy. Da settembre del 2024, nell’ambito del nuovo framework, con l’obiettivo di mantenere soddisfacenti condizioni di liquidità sui mercati monetari e interbancari, la BCE ha contestualmente effettuato un restringimento da 50 a 15 punti base del corridoio di politica monetaria, tagliando il tasso refi al 3,15% (-135 punti base). Infine, nel 2024, la BCE ha continuato a ridurre l’ammontare di titoli detenuti in portafoglio per finalità di politica monetaria, non rinnovando i titoli in scadenza acquistati nell’ambito dell’Asset Purchase Programme e riducendo il portafoglio di titoli acquistati durante la pandemia (nell’ambito del Pandemic Emergency Purchase Programme) al ritmo di euro 7,5 miliardi al mese in media.
Per effetto del taglio dei tassi attuato dalla BCE, il tasso Euribor a 3 mesi ha chiuso il 2024 in calo al 2,71%, circa 120 punti base in meno rispetto ai valori di fine 2023, mentre il tasso Swap a 10 anni si è ridotto nello stesso periodo di circa 12 punti base, chiudendo il 2024 al 2,37%.
In Germania, il Bund a 10 anni ha chiuso il 2024 al 2,38%, in aumento di circa 35 punti base rispetto ai valori di fine 2023, mentre in Italia il BTP a 10 anni ha chiuso il 2024 al 3,53%, in calo di 15 punti base. Lo spread a 10 anni tra i tassi italiani e tedeschi è pertanto risultato, a fine 2024, pari a 115 punti base, in calo di 51 punti base rispetto al valore di fine 2023.
Il 2024 si è chiuso positivamente per i mercati azionari internazionali. In Europa, l’indice Eurostoxx 50, riferito ai listini dell’Area Euro, ha evidenziato nel 2024 un rialzo dell’8,3% rispetto ai valori di fine 2023. L’indice FTSE Mib, riferito alle società quotate italiane, ha registrato, nello stesso periodo, un aumento del 12,6%, mentre l’indice DAX, riferito alle società quotate tedesche, ha chiuso il 2024 in aumento del 18,8% rispetto a dicembre del 2023.
Negli Stati Uniti, l’indice S&P 500 ha invece chiuso il 2024 in aumento del 23,3% rispetto ai valori di fine 2023. Anche i listini azionari internazionali hanno chiuso il 2024 in forte aumento: l’indice azionario Nikkei, riferito alle società quotate del Giappone, ha chiuso il 2024 con una crescita del 19,2% rispetto a dicembre 2023, mentre l’indice Morgan Stanley Emerging Markets (MSCI EM), riferito ai mercati emergenti, ha registrato al 31 dicembre del 2024 un rialzo più contenuto, pari al 5,1% rispetto a dicembre 2023.
L’allargamento dei differenziali dei tassi di interesse tra Stati Uniti e Area Euro ha favorito un apprezzamento del 6% del dollaro statunitense rispetto all’euro, con il tasso di cambio euro/dollaro che ha chiuso il 2024 a 1,04 dollari per euro contro l’1,10 di fine 2023.
Settore assicurativo
I dati consuntivi relativi al terzo trimestre del 2024 evidenziano una raccolta premi del mercato assicurativo del lavoro Diretto Italiano ed Extra U.E. di circa euro 109,3 miliardi, in crescita del 16,4% rispetto al terzo trimestre del 2023. Stimiamo pertanto che il 2024 si chiuda in significativo aumento rispetto all’anno precedente, ossia con una raccolta prossima agli euro 149 miliardi (+16% rispetto al 2023).
Nel terzo trimestre del 2024, i premi raccolti complessivi del lavoro Diretto Italiano ed Extra U.E. dei rami Danni sono aumentati del 7,7% rispetto allo stesso trimestre del 2023 e si prospetta pertanto una chiusura d’anno in crescita del 7,3%, con una raccolta superiore agli euro 40 miliardi.
Le rilevazioni ANIA per il terzo trimestre 2024 riportano una raccolta premi complessiva dei rami R.C. Auto, R.C. Veicoli Marittimi e Corpi Veicoli Terrestri in crescita dell’8,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, spinta dall’andamento positivo della raccolta della componente R.C. Auto (+6,8%) e dal trend positivo della componente Corpi Veicoli Terrestri (+15,2%). L’incremento della raccolta R.C. Auto è stato favorito dall’aumento del premio medio R.C. Auto che è risultato in crescita di circa il 7% rispetto allo stesso trimestre del 2023 (attestandosi a euro 416 rispetto agli euro 389 dello scorso anno come risultante nelle rilevazioni IPER pubblicate da IVASS riferite al terzo trimestre 2024)). L‘aumento del premio medio è confermato anche dai valori di listino ISTAT che, a dicembre, registrano un incremento del 7,2% rispetto allo stesso mese del 2023. In chiusura di 2024, stimiamo che i volumi complessivi del comparto Auto risultino in aumento di circa l’8,3% rispetto al 2023.
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Per quanto concerne i rami Danni Non Auto, la raccolta del comparto ha registrato nel terzo trimestre 2024 una crescita del 6,8%, raggiungendo gli euro 16 miliardi, trainata dall’incremento della raccolta premi per le coperture Malattia (+11,7%) e Property (+8,5%). I volumi degli altri rami Danni Non Auto risultano in crescita di circa il 4,8% rispetto al terzo trimestre del 2023 grazie, in particolare, al contributo positivo dei rami Perdite pecuniarie (+13,8%) e Assistenza (+9,8%). L’andamento positivo dovrebbe essere confermato anche in chiusura di 2024 con una raccolta dei rami Non Auto che stimiamo pari a circa euro 23 miliardi, in crescita di circa il 6,6%, guidata dai rami Malattia (+10,8%) e Property (+8,5%). I volumi degli Altri rami Danni a fine 2024 si confermerebbero in crescita di circa il 6,9% trainata dai rami Assistenza e Perdite pecuniarie.
Nel terzo trimestre del 2024, i dati relativi ai canali distributivi del lavoro Diretto Italiano ed Extra U.E. evidenziano un aumento della raccolta su tutti i canali distributivi del settore Auto. Il canale agenziale ha realizzato una crescita pari all’8,9% rispetto al terzo trimestre del 2023, con una quota sostanzialmente stabile all’83,3%. Per il canale Direct si è osservato un aumento della raccolta del 4,4% con una quota in riduzione di 0,3 punti percentuali (dall’8,5% all’8,2%). Il canale bancario ha registrato una raccolta in aumento del 25,4% rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente e una quota complessiva pari a circa il 4,5% (+0,6 punti percentuali rispetto al 3,9% del terzo trimestre 2023). Nel terzo trimestre del 2024, nel settore Non Auto tutti i canali hanno sperimentato un aumento della raccolta premi, fatta eccezione per il canale Direct, con l’aumento più significativo della raccolta conseguito dal canale bancario (+11,7%), con una quota attestatasi al 15%, dal 13,9% del terzo trimestre dell’anno precedente. Il canale agenti si è attestato ad una quota di mercato del 63,8%, in riduzione di circa 0,2 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, a fronte di un incremento della raccolta premi del 6,5%.
A fine 2024, la raccolta premi Vita risulta pari a circa euro 110 miliardi, in crescita del 21% rispetto al 2023, con un incremento della raccolta di ramo III e di ramo I rispettivamente pari al 59,5% e all’11,0%. Per il 2024 è risultata in aumento anche la raccolta del ramo IV e V, rispettivamente +16,8% e +46%, mentre risulta in leggera contrazione la raccolta del ramo VI (-1,9% rispetto al 2023). Complessivamente, la raccolta di questi rami si attesta a circa euro 5,6 miliardi.
Nel 2024 la raccolta premi del lavoro Diretto Italiano ed Extra U.E. nel settore Vita è rimasta sbilanciata verso il canale bancario, con una quota del 56,4% sul totale e in lieve riduzione (-1,1 punti percentuali) rispetto al 2023. È risultata in crescita la quota del canale consulenti dal 13,6% del 2023 al 16,9% del 2024, mentre è diminuita la quota del canale agenti (dal 15,3% al13,7%). Sono risultate sostanzialmente stabili le quote del canale Direct (11,3%) e la quota del canale Broker (1,7%).
I fondi pensione
Nel 2024, in base ai dati di Assogestioni, la raccolta netta del risparmio gestito (fondi comuni, gestioni patrimoniali individuali, forme pensionistiche collettive e individuali) è risultata pari a euro 30,1 miliardi, di cui euro 14,1 miliardi raccolti attraverso gestioni collettive (fondi aperti e fondi chiusi) ed euro 15,9 miliardi di raccolta netta per le gestioni di portafoglio.
La gestione dei patrimoni previdenziali, con una raccolta netta pari a circa euro 2,5 miliardi nel terzo trimestre del 2024, è risultata in riduzione rispetto agli euro 4 miliardi di raccolta netta registrata nello stesso trimestre dell’anno precedente. Il patrimonio gestito dalle gestioni dei patrimoni previdenziali (fondi pensione e piani pensionistici individuali) ammonta, al termine del terzo trimestre 2024, a euro 122,3 miliardi, e rappresenta il 5% del totale del risparmio gestito complessivo.
Nel corso del 2024, le posizioni in essere presso le forme pensionistiche complementari, riportate da COVIP, sono risultate in aumento di n. 447 mila unità rispetto alla chiusura del 2023. L’incremento del 4,2% registrato in chiusura del 2024 conferma il trend di crescita degli ultimi anni. A dicembre 2024 si registrano quindi n. 11,1 milioni di posizioni in essere, di cui n. 8,3 milioni sono detenute da lavoratori dipendenti (74,4%).
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In linea con la tendenza del settore, a dicembre del 2024 i fondi negoziali hanno conseguito una crescita del 5,7% rispetto a dicembre 2023 (con un incremento di n. 227 mila posizioni), per un totale, a fine anno, di n. 4,2 milioni posizioni e un aumento dei contributi pari all’8,8%. Il principale driver della crescita è rappresentato dall’apporto delle adesioni contrattuali, in particolare nel fondo del settore edile (per circa n. 85 mila posizioni) in cui l’adesione avviene mediante il pagamento di un modesto contributo a carico del datore di lavoro e, nel settore pubblico, dall’attivazione della tacita iscrizione per i neo-dipendenti pubblici (per circa n. 38 mila posizioni). In aumento rispetto alla chiusura del 2023 sono risultate anche le forme pensionistiche di mercato, con un incremento delle posizioni in essere dei fondi aperti (+6,9%) e dei PiP “nuovi” (+2,2%) e contributi in aumento rispettivamente del 6,8% e del 4,7%. Gli ultimi dati disponibili per i fondi pensione preesistenti, aggiornati al mese di dicembre 2024, mostrano un incremento del numero di posizioni pari allo 0,4% rispetto a dicembre 2023 (circa n. 3 mila unità in più).
A dicembre 2024 le risorse destinate alle prestazioni per la previdenza complementare sono risultate in crescita dell’8,2% rispetto a dicembre 2023 (circa euro 243 miliardi contro gli euro 224 miliardi registrati a dicembre del 2023) per effetto sia dei rialzi dei prezzi degli asset quotati sui mercati finanziari, in particolare per le gestioni con una maggiore esposizione azionaria, sia per l’aumento complessivo dei contributi. Il rendimento netto con un orizzonte di 10 anni è stato pari al 2,2% per i fondi negoziali, al 2,4% per i fondi aperti, al 2,9% per i PiP “nuovi” in gestione Unit Linked e all’1,6% per quanto riguarda la componente di gestione separata dei PiP “nuovi”. Tutti i rendimenti con un orizzonte di 10 anni sono risultati in linea o leggermente superiori alla soglia di rivalutazione del TFR, pari a circa il 2,4%.
Mercato Immobiliare
Nel 2024, la rimozione degli incentivi statali all’edilizia e della possibilità di cedere il credito di imposta maturato ha comportato un calo deciso degli investimenti in abitazioni delle famiglie (-2,3%). Tuttavia, il miglioramento delle condizioni di accesso al credito, con il tasso medio sui mutui che a fine 2024 è sceso al 3,4% dal 4,4% di fine 2023, ha stimolato le compravendite di abitazioni nella seconda metà dell’anno per cui, complessivamente, nel 2024 le compravendite sono calate dell’1,8%, recuperando nel secondo semestre i livelli di fine 2023. Sorprende negativamente il calo del 4,7% delle compravendite a Milano, a causa di un mercato poco accessibile, e degli effetti negativi per le abitazioni nuove dello stallo regolamentare sulle opere di rigenerazione urbana, dopo il rinvio a giugno del Dl. “Salva Milano”.
Nel corso del 2024 la dinamica dei prezzi delle abitazioni è però stata sostenuta sia dal calo dell’offerta di immobili, che si è accompagnato alla bassa domanda, sia dal rapido miglioramento delle aspettative degli agenti immobiliari per i prossimi due anni. Nel 2024, infatti, si è osservata un’ulteriore riduzione dello sconto medio richiesto fino al 7,8% nel terzo trimestre (dall’8,6% di fine 2023) e un conseguente aumento dei prezzi delle abitazioni che, nella media delle 13 grandi città, è stato pari all’1,7% per le abitazioni usate e al 2,2% per quelle nuove. Grazie, inoltre, alla veloce moderazione dell’inflazione, nel 2024 si è osservata una rivalutazione degli immobili in termini reali di circa lo 0,4%. La crescita dei prezzi è stata diffusa a tutte le 13 grandi città, tuttavia, in controtendenza rispetto agli altri centri urbani, il mercato di Milano (+2,1% in media annua) nel secondo semestre ha registrato un tasso di crescita dei prezzi delle abitazioni usate in forte rallentamento (+0,3% sul secondo semestre 2023), risultando uno dei mercati meno attrattivi.
Nel 2024 il numero di abitazioni locate è rimasto sui livelli del 2023 poiché, mentre si è ridotto il numero di locazioni di lungo periodo (-1,9% con contratti superiori a 3 anni), sono cresciute sia le locazioni con contratti tra 1 e 3 anni (+2,4%) e, soprattutto, le locazioni di alloggi in porzione a studenti (+18,6%). L’offerta di immobili rimane però scarsa, con solo l’8% degli immobili non adibiti a prima casa effettivamente locati, per cui l’elevata domanda di locazione continua a esercitare pressione sui canoni. Infatti, nel 2024 i canoni delle abitazioni usate sono cresciuti, nella media delle 13 grandi città, del 4,4% (con tassi che variano dal 6,1% di Bologna al 3,3% di Genova e Palermo), comportando un rialzo dei cap rate al 5,4%. Gli elevati rendimenti totali (somma di prezzi e cap rate), pari per le abitazioni usate al 7,1% (in salita dal 6,6% del 2023) rendono, quindi, il mercato residenziale particolarmente attrattivo.
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Nel 2024, al contrario degli investimenti in abitazioni, gli investimenti in fabbricati delle imprese sono cresciuti del 9,6% grazie all’accelerazione nell’implementazione del PNRR, e hanno trainato una crescita delle compravendite non residenziali del 3,1%. Mentre le compravendite del comparto produttivo sono cresciute dell’8,1% e quelle di negozi del 4,3%, sono calate ancora quelle di uffici (-2,0%). Sono cresciuti anche gli investimenti corporate che, dopo il forte calo del 2023, nel 2024 si sono riportati sui livelli del 2022 (circa euro 9,6 miliardi), grazie all’espansione dei settori commerciale e direzionale. L’espansione del mercato non residenziale ha permesso quindi una crescita dei prezzi nel 2024, maggiore per i negozi (+0,8%) e più modesta per gli uffici (+0,2%). Inoltre, grazie a una crescita sostenuta dei canoni (+1,3% per gli uffici e 1,6% per i negozi) sono aumentati sia i cap rate (5,3% gli uffici e 7,4% i negozi) che i rendimenti totali (5,5% gli uffici e 8,2% i negozi).
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Principali novità normative
Nel 2024 il quadro normativo in cui opera il Gruppo è stato oggetto di importanti innovazioni.
Normativa di interesse del settore assicurativo
Per quanto riguarda la normativa europea, il 27 novembre 2024 sono state approvate dai co-legislatori la Direttiva (UE) 2025/2, che modifica la Direttiva 2009/138/CE (Solvency II), e la Direttiva (UE) 2025/1, che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione delle imprese di assicurazione e di riassicurazione (IRRD). Entrambe le Direttive sono state pubblicate nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (GUUE) l’8 gennaio 2025 e saranno applicabili a partire dal 30 gennaio 2027, dopo il loro recepimento nazionale. La Direttiva di revisione della Solvency II prevede importanti novità, tra cui l’introduzione di nuovi trigger di attivazione della componente nazionale del Volatility Adjustment (VA), che dovrebbe garantire una maggiore gradualità e continuità nella mitigazione della volatilità finanziaria a livello domestico. Rispetto al Risk Margin, si prevede una riduzione del Cost of Capital dal 6% al 4,75% che, secondo stime della Commissione, dovrebbe liberare fino a euro 50 miliardi a livello europeo in termini di minor assorbimento di capitale.
La IRRD istituisce un quadro di risanamento e risoluzione delle imprese di assicurazione e di riassicurazione, riprendendo l’impianto della disciplina applicabile al settore bancario (BRRD), senza tuttavia introdurre requisiti patrimoniali aggiuntivi. La IRRD richiede che le principali compagnie assicurative preparino e aggiornino un “Piano preventivo di risanamento”, sottoposto al riesame delle Autorità di vigilanza. Alle costituende Autorità di risoluzione si attribuisce invece l’obbligo di predisporre un “Piano di risoluzione” contenente una valutazione ex ante in merito alla possibilità di risoluzione delle singole compagnie assicurative senza sostegni finanziari pubblici straordinari (resolvability). Inoltre, alle Autorità di Risoluzione è conferito il potere di richiedere alle compagnie l’adozione di misure strutturali volte a eliminare gli impedimenti alla resolvability, pur in assenza di stress sulla condizione di solvibilità, e numerosi poteri in fase di risoluzione, tra cui quello di svalutare le passività assicurative (bail-in).
Per quanto riguarda la normativa nazionale, la Legge di Bilancio 2024 (Legge 30 dicembre 2023, n. 213) introduce l’obbligo per tutte le imprese, ad eccezione di quelle agricole, di stipulare una polizza assicurativa contro i danni a immobilizzazioni materiali (terreni e fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali) causati da eventi catastrofali quali sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni. Inoltre, la Legge di Bilancio 2024 introduce per compagnie e intermediari assicurativi l’obbligo di creare un Fondo di Garanzia Assicurativo dei rami Vita, che rappresenta “un organismo associativo istituito fra le imprese di assicurazione e gli intermediari con lo scopo di intervenire a tutela degli aventi diritto a prestazioni assicurative nei confronti delle imprese aderenti”. In caso di liquidazione coatta amministrativa di una impresa aderente, il Fondo effettua pagamenti agli aventi diritto alle prestazioni assicurative, fino all’importo massimo di euro 100 mila. A regime, il Fondo disporrà di una dotazione finanziaria equivalente almeno allo 0,4% dell’ammontare delle riserve tecniche dei rami Vita (determinate sulla base delle metriche SII) detenute alla fine dell’anno precedente dalle imprese aderenti.
Il 18 dicembre 2024 l’IVASS ha emanato una Lettera al mercato sul trattamento in bilancio dei contributi al fondo di garanzia assicurativo dei rami vita in cui l’Istituto ha fornito chiarimenti circa le modalità di rilevazione nel bilancio civilistico 2024 dei contributi ordinari e straordinari che le imprese aderenti sono tenute a versare al Fondo. Nello specifico, l’IVASS ha precisato che la contropartita della passività (o dell’uscita di cassa) connessa con i contributi previsti debba essere rappresentata nelle Spese di gestione -Altre spese di amministrazione da iscrivere nel Conto tecnico rami vita.
A seguito della conclusione dell’iter di costituzione del Fondo di Garanzia Assicurativo dei rami Vita, nel corso dei primi mesi dell’esercizio 2025 è stata versata dagli aderenti la contribuzione dovuta al fondo per l’anno 2024, pari, con riferimento alle compagnie di assicurazione, allo 0,4 per mille dell’importo delle riserve tecniche dei rami vita al 31 dicembre 2023.
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La Legge annuale per la concorrenza e il mercato 2023 (Legge 16 dicembre 2024, n. 193) introduce un divieto per le compagnie di assicurazione di inserire nei contratti R.C. Auto clausole che limitino il diritto dell’assicurato di disinstallare gratuitamente le scatole nere alla scadenza annuale del contratto. Inoltre, si riconosce all’assicurato il diritto alla portabilità dei dati della scatola nera, sebbene restino da individuare le idonee modalità di scambio dei dati telematici tra compagnie di assicurazione e gli standard tecnologici comuni. Infine, si prevede la creazione di una nuova banca dati ANIA per migliorare la prevenzione e il contrasto delle frodi assicurative nei rapporti assicurativi non obbligatori.
Quanto alla normativa di rango secondario, il 27 marzo 2024 IVASS ha pubblicato una Lettera al mercato contenente le aspettative di vigilanza in materia di governo e controllo dei prodotti assicurativi (c.d. POG), per favorire la corretta e uniforme applicazione del framework normativo europeo e nazionale. La lettera al mercato delinea le aspettative di vigilanza dell’Istituto in tema di POG e di Value for Money (V4M), con particolare riferimento alla valutazione del valore del prodotto per il cliente che scaturisce dalla fase di test (profit test) per i prodotti di investimento assicurativi (IBIP). IVASS si conforma alle indicazioni EIOPA in tema di valutazione del V4M e le declina con maggior dettaglio, tenendo conto delle evidenze acquisite mediante le ispezioni e le indagini effettuate. L’Istituto si attende dalle compagnie un rafforzamento delle politiche POG, un incremento della granularità nell’individuazione del mercato di riferimento e l’attribuzione di un maggior peso alla redditività del prodotto per il cliente in fase di valutazione e test del prodotto. Inoltre, il 28 marzo 2024 IVASS ha pubblicato con documento di consultazione n. 2/2024 uno Schema di regolamento recante disposizioni in materia di contratti linked, nel quale l’Istituto propone regole di asset allocation più flessibili rispetto a quelle previste dalla Circolare ISVAP n. 474/2002 e disposizioni volte a valorizzare la componente di garanzia demografica e a contenere i costi, così da incrementare ulteriormente il V4M dei prodotti linked.
Si segnala che il 12 marzo 2024 l’IVASS ha emanato il Provvedimento 143/2024 che ha modificato il Regolamento IVASS n. 52 del 30 agosto 2022 recante le modalità attuative circa la facoltà di valutare i titoli non immobilizzati in base al valore di iscrizione nel bilancio dell’anno precedente anziché al valore di realizzazione (qualora inferiore rispetto al costo di acquisto). E’ stata inoltre prevista la destinazione di una riserva indisponibile di utili di ammontare corrispondente alla differenza tra i valori registrati e i valori di mercato rilevati alla data di chiusura del periodo di riferimento, al netto del relativo onere fiscale. Tale facoltà, introdotta dal decreto-legge 21 giugno 2022 n. 73, è stata altresì estesa a tutto l’esercizio 2024 dal decreto del MEF del 27 settembre 2024. Si segnala che Unipol non si è avvalsa della facoltà prevista dal citato Regolamento.
Il 26 novembre 2024 è stato pubblicato il Provvedimento IVASS n. 151 che modifica il Reg. n. 38/2011 in materia di gestioni separate al fine disciplinare l’utilizzo del fondo utili per contratti in corso. Il fondo utili, introdotto dal Provvedimento IVASS n. 68/2018 al fine di stabilizzare i rendimenti delle gestioni separate, è una riserva matematica che permette di accantonare le plusvalenze nette derivanti dalla vendita di titoli nelle gestioni separate, per essere destinate alle prestazioni assicurative previste nei contratti assicurativi entro otto anni. Inizialmente applicabile solo ai nuovi contratti, il Provvedimento IVASS n. 151 del 26 novembre 2024 estende la possibilità di utilizzare il fondo utili anche ai contratti in essere, a condizione che la gestione separata sia aperta a nuove sottoscrizioni e che l’unica modifica del regolamento della gestione separata riguardi la determinazione del tasso medio di rendimento per l’introduzione del fondo utili. L’adesione alla modifica del regolamento della gestione separata è facoltativa, senza costi, e può avvenire anche tramite mezzi digitali, con la possibilità per la compagnia di stabilire una quota minima di adesioni per attivarla.
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Normativa tributaria
Si segnala l’emanazione, nell’esercizio 2024, dei seguenti provvedimenti normativi.
In attuazione della Legge 9 agosto 2023, n. 111 contenente la “Delega al Governo per la riforma fiscale” le disposizioni
di maggior interesse concernono:
-le nuove regole dell’accertamento tributario (D.Lgs. 12 febbraio 2024 n. 13);
-la revisione del sistema sanzionatorio tributario (D.Lgs. 14 giugno 2024 n. 87);
-la razionalizzazione dell’imposta di registro, e degli altri tributi indiretti diversi dall’IVA (D.lgs. 18 settembre 2024, n. 139);
-la revisione del regime impositivo dei redditi IRPEF e IRES (D.lgs. 13 dicembre 2024, n. 192).
Decreto-legge 2 marzo 2024 n. 19 convertito dalla Legge 29 aprile 2024, n. 56 contenente le “Ulteriori disposizioni
urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”. Tra le disposizioni di interesse si segnala il nuovo "Piano Transizione 5.0" volto a sostenere gli investimenti in digitalizzazione e nella transizione green delle imprese.
Decreto-legge 29 marzo 2024 n. 39 convertito dalla Legge 23 maggio 2024, n. 67 contenente le “Misure urgenti in
materia di agevolazioni fiscali”. Tra le disposizioni di interesse si segnalano:
-le rettifiche alla disciplina dell’utilizzo dei crediti di imposta per bonus edilizi con particolare riferimento all’esclusione dell’utilizzo in compensazione per il pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali dal 2025;
-il nuovo limite alla compensazione dei crediti di imposta per bonus edilizi in presenza di ruoli scaduti per importi complessivamente superiori a euro 10.000;
-le modifiche al divieto di compensazione dei crediti di imposta di ogni natura in presenza di ruoli scaduti superiori a euro 100.000 in vigore dal 1° luglio 2024;
-la norma antiusura per i soggetti qualificati acquirenti di crediti di imposta da bonus edilizi.
Decreto-legge 9 agosto 2024 n. 113 convertito dalla Legge 7 ottobre 2024, n. 143 contenente le “Misure urgenti di
carattere fiscale, proroghe di termini normativi ed interventi di carattere economico” (c.d. Decreto Omnibus).
Decreto-legge 16 settembre 2024 n. 131 convertito dalla Legge 14 novembre 2024, n. 166 contenente le “Disposizioni
urgenti per l'attuazione di obblighi derivanti da atti dell'Unione europea e da procedure di infrazione e pre-infrazione pendenti nei confronti dello Stato italiano.” Tra le disposizioni di interesse si segnala la modifica normativa per i prestiti ed i distacchi di personale stipulati o rinnovati dal gennaio 2025, che divengono imponibili IVA con aliquota ordinaria, qualificandosi delle prestazioni di servizi.
Legge 30 dicembre 2024 n. 207 contenente il “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2025 e bilancio
pluriennale per il triennio 2025-2027 (Legge di Bilancio 2025). Tra le disposizioni di interesse, in vigore dal 2025, si segnalano:
-diverse modifiche in tema IRPEF, tra cui: la conferma a regime delle tre aliquote IRPEF, distinte per scaglioni, già applicate nel 2024; l’introduzione di un nuovo bonus esente e di un’ulteriore detrazione per i percettori di redditi medio-bassi; la revisione di alcuni fringe benefits, tra cui i veicoli concessi a uso promiscuo, e delle detrazioni per carichi di famiglia; l’incremento del limite di esenzione annuo delle erogazioni in natura ai dipendenti per gli anni 2025, 2026 e 2027; l’obbligo di tracciabilità delle spese di trasferta; la conferma dell’aliquota del 5% per la tassazione dei premi di produttività agevolabili erogati nel 2025, 2026 e 2027; l’abbattimento delle detrazioni spettanti per i redditi superiori a euro 75.000 comprese quelle relative ai premi di assicurazione per tutti i contratti stipulati dal gennaio 2025; l’allargamento ai familiari a carico dei premi per polizze LTC e Dread Desease pagati dal datore di lavoro che non costituiscono reddito per il dipendente.
-il differimento, ai fini IRES e IRAP, ai successivi periodi di imposta, delle quote deducibili relative a svalutazioni e perdite su crediti e all’avviamento. Il differimento della deduzione di tali poste ha effetto principalmente su enti creditizi e finanziari e imprese di assicurazione.
-la proroga per i prossimi tre anni della maggiorazione del 20% della deduzione relativa al costo del lavoro derivante da nuove assunzioni di dipendenti a tempo indeterminato. La deduzione può arrivare fino al 130% nel caso di assunzioni stabili di particolari categorie di soggetti.
-la mini- IRES con riduzione dal 24% al 20% dell’aliquota IRES per le imprese che reinvestono l’80% degli utili, di cui almeno il 30% per investimenti in beni 4.0 e 5.0, e che assumano l’1% di lavoratori in più.
-la riduzione delle detrazioni fiscali per le spese sostenute dal gennaio 2025 per interventi di recupero del patrimonio edilizio e interventi di riqualificazione energetica.
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-limitazioni per l’accesso al superbonus, (condizionato alla presentazione del titolo abilitativo all’esecuzione e all’avvio dei lavori entro il 15 ottobre 2024) e riduzione delle aliquote di detrazione (limitata al 65% per le spese sostenute nel 2025).
Con riferimento al settore assicurativo, si segnala altresì che la Legge di Bilancio 2025 ha modificato il regime di versamento dell’imposta di bollo sulle comunicazioni finanziarie relative ai contratti di assicurazione sulla vita con contenuto finanziario di ramo III e V, che dovrà essere effettuato annualmente e non più, su base cumulata, alla scadenza o riscatto del contratto. Tali versamenti annuali saranno recuperati, senza interessi, dalle compagnie sulle prestazioni dovute agli assicurati/beneficiari al momento della scadenza o riscatto del contratto, determinando conseguentemente, in capo alle compagnie stesse, un onere implicito a fronte del disallineamento temporale esistente tra il versamento d’imposta e il recupero della stessa. La Legge di Bilancio 2025 ha inoltre previsto un meccanismo di anticipazione a carico della compagnia anche per lo stock di imposta maturata per i contratti in essere alla fine del 2024, con versamenti scaglionati negli esercizi 2025 (50%), 2026 (20%), 2027 (20%) e 2028 (10%).
In attuazione del D.Lgs. n. 209 del 27 dicembre 2023, in materia di fiscalità internazionale, che ha previsto
l’introduzione in Italia del regime di tassazione minima globale (Global Minimum Tax) a decorrere dal gennaio 2024, nel corso del 2024 sono stati emanati i seguenti decreti attuativi che regolano specificatamente i diversi aspetti dell’imposizione integrativa:
-Decreto ministeriale del 20 maggio 2024, contenente le disposizioni di attuazione dei regimi transitori
semplificati: i cosiddetti transitional safe harbours, ovvero regimi opzionali di carattere temporaneo che sono stati previsti al fine di limitare gli oneri amministrativi e di conformità sia per i Grandi Gruppi sia per le Amministrazioni Finanziarie;
-Decreto ministeriale del luglio 2024 contenente le modalità di attuazione dell’imposta minima nazionale o
Qualified Domestic Minimum Top-up Tax (QDMTT). L’imposta, che si applica in via prioritaria rispetto all’imposta minima integrativa (IIR) e all’imposta minima suppletiva (UTPR), è rivolta alle imprese italiane appartenenti a grandi gruppi (multinazionali ed interni), soggetti alle regole della global minimum tax, che scontano in Italia un’imposizione sui redditi effettiva inferiore all’aliquota del 15%;
-Decreto ministeriale del 11 ottobre 2024 che norma le modalità di determinazione del reddito netto
considerato ai fini della determinazione della global minimum tax, prevedendo riduzioni di tale reddito netto, determinato in ciascuna giurisdizione, in ragione delle c.d. attività economiche sostanziali svolte in tali giurisdizioni. Le riduzioni per attività economiche sostanziali sono calcolate applicando specifici coefficienti alle spese salariali e alle immobilizzazioni materiali, con l’obiettivo di non penalizzare i gruppi che si stabiliscono in una giurisdizione a bassa imposizione con persone e beni fisici;
-Decreto ministeriale del 20 dicembre 2024, contenente norme volte ad adattare la normativa nazionale ai
chiarimenti OCSE ed OECD. Si occupa di definire alcuni principi contabili in relazione alla normativa, delle regole generali di conversione valutaria e del regime CFC misto;
-Decreto ministeriale del 27 dicembre 2024, contenente le disposizioni transitorie per la definizione
dell’aliquota di imposizione effettiva.
Altre normative
Il 12 luglio 2024 è stato pubblicato nella GUUE il Regolamento (UE) 2024/1689 in tema di intelligenza artificiale (AI Act) che: (i) vieta alcuni sistemi di IA che pongono rischi “inaccettabili” (ad esempio i sistemi di IA manipolativi); (ii) prevede una serie di requisiti, incluso l’obbligo di ottenere una certificazione di conformità, per i sistemi di IA identificati come ad “alto rischio”; (iii) stabilisce obblighi informativi rispetto ai sistemi di IA a “basso rischio” che interagiscono con le persone (come i chatbot). Nel testo finale sono stati classificati tra i sistemi di IA ad alto rischio i “sistemi di IA destinati a essere utilizzati per la valutazione dei rischi e la determinazione dei prezzi in relazione a persone fisiche nel caso di assicurazioni sulla Vita e assicurazioni sanitarie”. Pertanto, le compagnie assicurative che sviluppano e immettono sul mercato tali sistemi sono soggette ai numerosi requisiti previsti per i sistemi ad alto rischio. Invece, le compagnie assicurative che si limitano ad utilizzare tali sistemi di IA, sviluppati e/o venduti da soggetti terzi, sono qualificabili come utilizzatori (deployer) e, pertanto, soggette a obblighi minori. La data di applicabilità per la maggior parte delle disposizioni dell’AI Act è prevista per il 2 agosto 2026.
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Infine, a decorrere dal 21 dicembre 2024 si applica il Regolamento (UE) 2023/2631 sulle obbligazioni verdi europee e sull’informativa volontaria per le obbligazioni commercializzate come obbligazioni ecosostenibili e per le obbligazioni legate alla sostenibilità (“Regolamento EU GBS”), pubblicato nella GUUE del 23 novembre 2023. Il Regolamento EU GBS stabilisce degli standard per gli emittenti di obbligazioni che desiderano avvalersi della denominazione “obbligazione verde europea” o “EuGB” per la promozione dei loro titoli di debito, prendendo a riferimento gli standard di autodisciplina già presenti sul mercato e utilizzati dagli emittenti per qualificare un’obbligazione come green bond (in particolare, i “Green Bond Principles” elaborati dall’ICMA che rappresentano attualmente lo standard di mercato più utilizzato per le emissioni di obbligazioni verdi). Nel Regolamento EU GBS vengono introdotte regole più rigorose rispetto agli standard ICMA, imponendo agli emittenti che vogliano avvalersi della denominazione “EuGB” per la promozione dei propri titoli di debito l’obbligo di utilizzare integralmente le risorse raccolte esclusivamente per finanziare progetti ecosostenibili come definiti dal Regolamento (UE) 2020/852 (“Tassonomia”), una maggiore trasparenza sulle modalità di allocazione dei proventi e l’ottenimento di una certificazione esterna che garantisca che le risorse raccolte vengano effettivamente destinate ad investimenti ecosostenibili.
Nel 2024 non si segnalano novità significative, di interesse del settore assicurativo, nel corpo dei principi contabili nazionali emanati dall’Organismo Italiano di Contabilità (OIC).
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1. Relazione sulla gestione